lunedì 13 maggio 2013

Sulla tua parola getterò le reti!

[Gesù] Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: "Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca". Simone rispose: "Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti". Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell'altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: "Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore". Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: "Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini". E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.
Lc 5, 4-11

Sulla tua parola getterò le reti... Come sembra difficile compiere questo passo, pronunciare queste parole, credendoci fino in fondo... Pietro e i suoi compagni avevano trascorso tutta la notte a pescare, sperando sempre che qualche pesce abboccasse, ma nulla: sono rientrati a mani vuote. Ma ecco che, divenuto ormai giorno, Gesù li invita a tornare al largo, assicurando loro che la pesca sarebbe stata fruttuosa. Difficile credergli: se non hanno pescato nulla tutta la notte, com'è possibile che, di giorno, ci sia qualche pesce che abbocchi? Pietro è un pescatore, sa bene che è di notte che si deve andare a pescare; e infatti non manca si mostrare la sua incredulità, la sua meraviglia di fronte all'invito di Gesù. Eppure decide di fidarsi, di affidarsi a Gesù e di credere alle sue parole. Naturalmente, non resta deluso. 
Mentre rileggevo questo brano, mi è venuto in mente un altro capitolo del Vangelo di Luca in cui si osserva una dinamica simile: è l'episodio dell'Annunciazione. 
L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: "Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te".

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine".
Allora Maria disse all'angelo: "Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?". Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio". Allora Maria disse: "Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola". E l'angelo si allontanò da lei.

Lc 1, 26-38

Questa volta è l'angelo Gabriele che rivela a Maria il progetto che Dio ha su di lei. Maria all'inizio è incredula, non comprende... ma poi si abbandona alla volontà di Dio. 

Un po' di tempo fa mi sono trovata a vivere un periodo particolare: si prospettavano all'orizzonte dei cambiamenti importanti, ed io - per quando pensassi e ripensassi - non riuscivo a trovare il modo di gestire questi cambiamenti. Continuavo a chiedermi: come farò? Ed ecco, d'improvviso, le nubi diradarsi ed una nuova strada profilarsi all'orizzonte. Non mi convinceva del tutto, non solo perché nuova, ma anche perché tante cose restavano a me oscure... Non riuscivo a comprendere a pieno se fosse il caso di seguire questa nuova strada oppure no. 
Sulla tua parola getterò le reti. 
Ero in Chiesa, e il parroco stava proclamando questo Vangelo. In quel momento ho capito: non avevo nulla da temere, perché il Signore era al mio fianco. Se crediamo alla sua Parola, se ci affidiamo a Lui, come possiamo aver paura di quello che può accadere? Durante l'Omelia, quelle parole continuavano a risuonare nella mente e, commossa, pensavo a quanto tutto fosse ovvio e quasi incredibilmente semplice... Seguire Gesù e la Sua Parola. Come aver timore di "rimaner fregati"? 

Signore, ti rendo grazie perché mi hai fatto sentire la tua voce, per il tuo conforto nell'angoscia di fronte all'incertezza del futuro. Mi hai ricordato che chi costruisce la casa sulla roccia non ha da temere, e allora sulla tua Parola, sulle tue promesse che non potranno mai essere deluse, voglio gettare le mie reti, per vivere ogni giorno nel tuo Amore e rendere sempre testimonianza della Fede in Te e nel nostro Padre, che tanto ci ama e sempre ci protegge.