mercoledì 17 aprile 2013


Giovanni 21,1-14

Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma in quella notte non presero nulla.
Quando già era l'alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi la sopravveste, poiché era spogliato, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: infatti non erano lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po' del pesce che avete preso or ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», poiché sapevano bene che era il Signore.
Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro, e così pure il pesce. Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risuscitato dai morti.


Gesù si manifesta in ogni momento nella nostra vita e siamo chiamati constantemente a riconoscere la sua presenza giorno dopo giorno. Si fa trovare anche nelle piccole cose della nostra vita quotidiana o anche negli altri fratelli che incontriamo per strada. E' una presenza invisibile ma costante che non ci abbandona mai, anche quando pensiamo di essere soli Lui è lì pronto a sostenerci. Allora quello che dobbiamo chiederci è: “perchè a volte non lo riconosciamo ?”, “perchè non riusciamo a vederlo ?”. Forse perchè spesso siamo accecati o presi da altri impegni che riteniamo essere più importanti o forse lo mettiamo da parte perchè pensiamo di star bene e di non aver bisogno di Lui. Siamo un po' come i discepoli che presi da altre cose non riescono subito a riconoscere Gesù sulla riva del lago.
Ma Lui è sempre lì....e resta con noi nonostante tutto perchè ci ama, ha dato la vita per noi e per la nostra salvezza, e nonostante ciò non lo riconosciamo.


Allora come possiamo riconoscerlo ? Semplicemente ascoltando la sua Parola e partecipando alla sua morte e resurrezione. Il brano di Giovanni ce lo dice in maniera simbolica nel momento in cui Simon Pietro si tuffa in acqua: immergersi nelle acque è il segno della nostra partecipazione alla morte di Gesù, risalirne è il segno della nostra partecipazione alla sua risurrezione.
Cerchiamo di fare la volontà del Signore e non la nostra. Nella preghiera del Padre Nostro vien detto “... sia fatta la tua volontà...” ed io aggiungerei “... e non la mia”. Affidiamoci completamente a Lui e lo renderemo felice. Un papa disse “il miracolo più grande esiste quando la volontà dell'uomo e quella di Dio coincidono”. Alziamoci la mattina e anziché chiedere al Signore “Dio dammi questo, Dio dammi quest'altro” chiediamogli “cosa vuoi che faccia per te oggi ?”.



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